Secondo le ultime rilevazioni delsistema Excelsior di Unioncamere - Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura il settore Horeca si conferma il motore dell’occupazione nel trimestre marzo-maggio. In questo periodo le imprese del turismo e della ristorazione, dagli hotel ai ristoranti, prevedono di stipulare oltre 347.000 contratti. Di questi, circa 97.000 sono relativi ad assunzioni nel solo mese di marzo, con una crescita del +3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. D’altronde, la Pasqua è vicina e nonostante il contesto geopolitico instabile, i flussi incoming cominciano a muoversi mentre per gli italiani è tempo di prime scampagnate, weekend brevi, ponti, ecc. Da qui la necessità di sistemare i vari team hospitality coprendo le figure che ancora mancano. A partire dai concierge, figure essenziali nel buon andamento del soggiorno e di cui abbiamo parlato con Gabriele Picci, head concierge al Nolinski Veneziae Mario Picozzi, head concierge del Mandarin Orientaldi Milano nell’ultima puntata diThe Blue Corner disponibile qui. In attesa del picco estivo, le strutture sono pronte? E quali sono, in caso, i profili più ricercati per completare l’organico?
I dati Excelsior-Unioncamere per turismo e ristorazione.
A livello generale, secondo i dati, quasi 3 assunzioni su 10 sono rivolte a giovani under 30, segno del cambio generazionale in atto nel settore. In tal senso, vanno inserite le stime da qui al 2029, quando il fabbisogno tra 115.000 e 140.000 unità all’anno sarà dovuto per oltre l’80% dalla necessità di sostituire chi andrà in pensione. Tra i mismatch professionali più alti (sopra il 50%), nel turismo in senso stretto, ci sono figure comer eceptionist e addetti al front-office. Ancora più difficile reperire esercenti nelle attività di ristorazione e addetti alla ristorazione (cuochi, camerieri, baristi): si parla del 60%, spesso a causa della mancanza di candidati. Per far fronte a questa carenza, il 48% delle imprese sta optando per l’assunzione di profili con “competenze affini” per poi formarli internamente, mentre il 25% prova a far leva su un aumento retributivo per attirare talenti. L’obiettivo è quello di mantenere la dinamicità del comparto turistico dimostrata tra il 2022 e il 2025 quando le entrate programmate nel mondo del lavoro hanno fatto registrare un incremento complessivo quasi del +19% (passando da 986mila a 1,17 milioni di unità).
Ricerca del personale: un problema europeo.
Pensare che la ricerca di personale nel turismosiasolo un problema italiano, però, è fuorviante.Quasi la metà (47%) degli albergatori europei ha incontrato difficoltà nel reperire e mantenere lavoratori con competenze o esperienze adeguate, secondo il Barometro europeo delle strutture ricettive 2025 realizzato da Booking e Statista. Dai dati emerge che gli hotel indipendenti prevedono in media di assumere 2,72 dipendenti nel giro di un anno mentre quelli appartenenti a catene stimano un fabbisogno più alto, con circa 5,85 nuove assunzioni nello stesso periodo. Le figure più ricercate restano quelle a basso livello di qualifica e stagionali, come addetti alle pulizie, camerieri e personale di front office, che risultano in genere più semplici da trovare. Le difficoltà aumentano invece per le posizioni manageriali come direttori generali o responsabili marketing, per cui si registra una carenza significativa di candidati. Per ogni struttura che ha assunto un manager senza problemi, quasi 10 segnalano difficoltà.
Nel 2026, più difficile trattenere che cercare personale.
Guardando al 2026, secondo l’Osservatorio di HorecaJob, «la prospettiva è quella di una domanda di lavoro ancora sostenuta, trainata dall’aumento dei flussi turistici internazionali e da un’offerta alberghiera sempre più orientata alla qualità. Tuttavia, il mismatch tra posti disponibili e lavoratori resta piuttosto critico e crediamo ci sia il rischio di diventare strutturale senza un miglioramento delle condizioni lavorative d organizzative, una maggiore integrazione scuola-impresa e un intervento delle istituzioni per abbattere i costi del lavoro e supportare numerose iniziative di housing sociale per lo staff», racconta Claudia Ferrero, founder di HorecaJob. Con il rinnovo del Ccnl Turismo, inoltre, il costo del lavoro è aumentato in modo progressivo, con incrementi salariali che incidono sul conto economico delle imprese. «Tra retribuzioni, contributi e oneri indiretti, il personale rappresenta una delle voci di costo più rilevanti ma rappresenta anche l’asset principale, insostituibile nel campo dei servizi. In questo contesto, riteniamo che la gestione delle risorse umane oggi sia centrale per la competitività del settore alberghiero. La vera sfida non è solo trovare personale, ma valorizzarlo e trattenerlo», conclude Ferrero.