Alberto Tasinato
«Il ristorante che funziona è quello dove un bambino fa il battesimo, la comunione, la cresima e poi si sposa». La frase è sua, e racconta meglio di qualunque CV il modo in cui Alberto Tasinato ha scelto di intendere il proprio mestiere. Da patron de L'Alchimia dal 2018 e della Locanda alla Scala dal 2022, è oggi una delle voci più riconoscibili della ristorazione milanese contemporanea. Piemontese, classe 1985, Alberto si forma all'alberghiero, rivendicando che «studiare in un alberghiero non è di serie B». La scintilla arriva presto: una stagione all'Hotel Capo d'Orso di Palau in Sardegna, dove il restaurant manager Claudio gli mostra cosa significhi davvero fare sala. «Vedevo in lui le movenze, la chiacchiera, la coccola», ricorda. È lì che decide. Da quel momento, la sua traiettoria è una sequenza di scuole d'autore. Hotel Il Pellicano Relais & Châteaux a Porto Ercole come Assistant Restaurant Manager. Poi Milano, dove entra al Trussardi alla Scala sotto la chef-icona Andrea Berton e contribuisce al riconoscimento delle due Stelle Michelin. Il Quinto Piano del Gran Visconti Palace, e di nuovo Berton. Il salto definitivo è al Seta del Mandarin Oriental di Milano, come F&B Manager: negli anni della sua direzione il ristorante ottiene le due Stelle Michelin e il servizio di sala viene premiato come il migliore d'Italia dalla Guida Ristoranti dell'Espresso. Nell'aprile 2018, in Viale Premuda 34, Alberto apre L'Alchimia. Format inedito per Milano: ristorante e lounge bar sotto lo stesso tetto, aperto sette giorni su sette, pranzo e cena. Per farlo conoscere al quartiere si inventa il maritozzo door-to-door consegnato negli uffici della zona. Nel 2020, dopo soli due anni di vita, L'Alchimia conquista la sua prima Stella Michelin — confermata poi per cinque edizioni consecutive con lo chef Giuseppe Postorino. Nel 2022 Alberto apre il secondo format, Locanda alla Scala in Via dell'Orso, accanto al teatro che ha dato il nome alla sua scuola milanese. Cucina milanese contemporanea, chef Francesco Iob, giardino interno. Oggi L'Alchimia vive una nuova fase, deliberatamente scelta: torna al carrello dei bolliti del sabato, al pollo in carta, all'identità autentica del «ritorno all'essenza». Perché, dice Alberto, «il premio è il riflesso del lavoro fatto bene, non l'obiettivo». Lo conferma il menù degustazione dei 6 anni a 95 euro, che ha lanciato per ribadire l'accessibilità della sua idea di alta cucina.