Marco Gilardi
«Quello che cerco prima delle competenze è l'attitudine. Le competenze si acquisiscono, l'attitudine no». La frase racconta meglio di qualunque CV il metodo con cui Marco Gilardi ha guidato per quasi vent'anni una delle traiettorie di crescita più rapide dell'hôtellerie internazionale in Italia. Senior Vice President Operations Italy di Minor Hotels Europe & Americas, oggi è responsabile di 60 strutture tra Italia e USA, oltre 8.000 camere e più di 500 milioni di euro di fatturato, per gli otto brand del gruppo thailandese: Anantara, Elewana, Tivoli, NH Collection, Nhow, Avani, NH Hotels, Oaks. Toscano di nascita, classe 1980, milanese di adozione, Marco costruisce la propria mentalità su un binario poco ordinario. Ex-Morosiniano, la scuola militare navale di Venezia, e poi cadetto all'Accademia di Livorno come Ufficiale di complemento, impara prima dei vent'anni cosa significhi vivere lontano da casa con regole rigide. Da qui passa al mondo delle crociere: prima Grimaldi, poi Costa Crociere come Commissario di bordo. Sono anni intensi: «facevo colazione con la Red Bull», ricorda dei sei mesi consecutivi di lavoro senza riposi, dentro città galleggianti da 1.500 uomini di equipaggio e 4.000 ospiti. Una scuola di problem solving che, da quel momento, non lo abbandonerà più. Nel 2005 sceglie la terraferma: entra in NH Hotels come Front Office Manager a Torino, durante l'anno delle Olimpiadi invernali. È il momento giusto: nel 2006 NH acquisisce Framon Hotels e Jolly Hotels — da 2 a 60 strutture in due anni. Marco viene mandato in tutta Italia a insegnare i sistemi ai direttori e a trasmettere la cultura della nuova azienda, in un'operazione che resta una delle più grandi acquisizioni alberghiere italiane del dopoguerra. Sotto la guida di Gabriele Burgio, il gruppo cresce fino a oltre 400 hotel. Nel 2017 Marco viene promosso Director of Operations Italy, ruolo poi esteso anche agli USA nel 2019, con l'acquisizione di NH da parte del gruppo thailandese Minor International. Oggi Marco siede ai tavoli che disegnano il futuro dell'ospitalità italiana. Vicepresidente di AICA (Associazione Italiana Confindustria Alberghi) dal 2024, è una delle voci più ascoltate sui temi della consolidazione del settore, delle dinamiche delle OTA, del Food & Beverage come asset strategico, del nuovo dialogo tra alberghi e città. Il piano industriale di Minor Hotels prevede di raddoppiare il portfolio mondiale entro il 2030, passando dai 560 attuali a 1.000 hotel; in Italia, da 60 a 100. «Un albergo deve avere le porte aperte alla città», ripete. È la sua filosofia operativa, e anche un manifesto generazionale.