Mario Picozzi
C'è una frase che Mario Picozzi ripete spesso, e che racconta meglio di qualunque biografia il suo modo di stare al mondo: «Senza il mio team, Mario Picozzi non esiste. Senza di loro, io non sono niente». In un mestiere fatto di nomi noti e attenzioni speciali, è una dichiarazione che vale come una firma.Lombardo di nascita, Mario porta con sé oltre trent'anni di esperienza nell'ospitalità di lusso, di cui ventisei come concierge. Una traiettoria che attraversa l'Europa nelle sue capitali più esigenti: gli anni decisivi al Savoy Hotel di Londra, le esperienze al Hilton Munich Park e al Rafael Hotel di Monaco, fino alla nomina a Head Concierge del Royal Hotel di Sanremo. Scuole diverse, lingue diverse, clientele diverse — ma una grammatica del servizio che si stratifica e si affina, anno dopo anno.Il ritorno a Milano segna l'inizio del capitolo più lungo e definitivo della sua carriera. Vent'anni in città, prima al Park Hyatt Milano, poi al Mandarin Oriental Milan, dove è entrato a far parte del team di pre-opening nel 2015 e dove è oggi Head Concierge. L'hotel — cinque edifici settecenteschi a pochi passi dalla Scala, interni firmati da Antonio Citterio, ristorante Seta stellato Michelin — è la cornice in cui Mario svolge quotidianamente il suo lavoro più sottile: tradurre Milano per chi arriva da fuori, e farla amare a chi la vive ogni giorno.Membro orgoglioso di Les Clefs d'Or da venticinque anni — l'associazione internazionale dei concierge fondata in Francia nel 1952 sui pilastri del Service and Friendship — Mario ha ricoperto per quattro anni il ruolo di Segretario Nazionale dell'associazione, contribuendo attivamente alla crescita della comunità professionale italiana. Il suo nome è oggi una voce di riferimento nel network globale delle chiavi d'oro incrociate.La sua filosofia è racchiusa in un principio semplice e quasi controintuitivo: «Concentrarsi sul now è facile. La vera sfida è guardare avanti. Anticipare i desideri dell'ospite, pensare alla soluzione prima ancora che il problema si presenti». È questa la cifra del suo approccio: una professionalità che fa della previsione, e non della reazione, la propria materia prima.Runner per scelta, mentore per vocazione, ambasciatore di Milano per professione, Mario Picozzi rappresenta la versione più matura di un mestiere antico che resta, oggi, sorprendentemente moderno.