Simone Tricarico
«Aprire a Gaggiano è stato un atto di coraggio. Non sei in centro, non hai il passaggio: chi entra lo fa perché vuole venire davvero». In una frase, Simone Tricarico racconta la natura della scommessa che ha scelto. Thelema – Maison de Cuisine, aperto il 29 ottobre 2025 in una frazione di campagna a sud di Milano, è il coronamento di vent'anni di mestiere costruiti nelle cucine più importanti del mondo. E, allo stesso tempo, una dichiarazione di indipendenza. Milanese, classe 1990, nato a Corsico, Simone è la dimostrazione vivente di cosa significhi "fare gavetta". Subito dopo l'alberghiero — grazie all'incontro con Galileo Reposo al Park Hyatt Milano, che definisce «la persona chiave che mi ha aperto il portone del mondo delle grandi cucine» — parte per Montecarlo. Venti mesi all'Hotel de Paris nel gruppo Alain Ducasse, tra il Grill e un passaggio al Louis XV, gli insegnano il rispetto della gerarchia e il senso del silenzio operativo. Poi la stagione a Michel Bras, che gli rivela la cultura del mondo vegetale e il calore di una squadra. Poi Pascal Barbot a Parigi, dove apprende «cosa voglia dire lavorare con un genio». Poi ancora Michel Roux al Waterside Inn in Inghilterra, e in Giappone Seiji Yamamoto. Il rientro in Italia avviene sotto un altro maestro: Giancarlo Perbellini, di cui Simone è sous-chef per tre anni a Casa Perbellini, accompagnandolo nella breve avventura al Trussardi alla Scala. Da Perbellini, dice, ha imparato anche il valore di prezzi onesti: lezione che diventerà la firma della sua Thelema. Prima del salto, però, oltre un anno come Executive Chef di IYO Milano (il primo ristorante etnico stellato d'Italia), con un team di ventotto persone da coordinare, dove costruisce la disciplina manageriale che oggi gli permette di gestire una cucina propria. Thelema, che significa volontà, in greco antico, è il suo progetto personale. Senza investitori esterni, costruito da lui stesso passo dopo passo. Trenta coperti, due menu degustazione contenuti, una carta di non più di dodici piatti che alterna citazioni colte e classici milanesi rivisitati. Nel gennaio 2026, a tre mesi dall'apertura, Anna Prandoni (Gastronomika) e Gabriele Zanatta (Identità Golose) lo indicano come chef rivelazione del 2026 in Lombardia.