Antonio Guida
A guardarlo lavorare, Antonio Guida sembra fare il contrario di ciò che ci si aspetta da uno chef stellato: scompare. Lascia parlare i piatti, lascia emergere la brigata, evita i riflettori. È una scelta di stile che è anche una poetica, e che racconta meglio di qualunque altra cosa il suo modo di intendere il mestiere.Nato a Tricase, in Salento, nel 1972, Antonio cresce in una famiglia in cui la cucina è il cuore pulsante della casa. La madre Michelina, instancabile e precisa, dedica le domeniche alle paste fresche, ai ragù e alle lasagne; il padre presidia il forno a legna. Antonio si occupa del pane e dei condimenti. Le memorie che si formano in quegli anni saranno la base di una cucina sempre diretta verso l'essenziale.Diplomato alla scuola alberghiera, nel 1998 comincia come commis e parte presto per il mondo. Lo accolgono il Savoy di Zurigo, poi la Francia, dove Pierre Gagnaire ne riconosce il potenziale; al rientro, le cucine di Enoteca Pinchiorri a Firenze e di Don Alfonso 1890 sulla costiera. Il vero salto è il 2004: a soli 32 anni assume la guida de Il Pellicano di Porto Ercole, sul Monte Argentario. È qui che la sua cucina trova la forma definitiva: tecnica solida, sapori netti, equilibrio rigoroso, nessun virtuosismo gratuito. Arriva la prima Stella Michelin, nel 2010 la seconda, nel 2011 le Tre Forchette del Gambero Rosso.Il capitolo milanese inizia nel novembre 2014, quando entra al Mandarin Oriental Milan con la sua brigata storica — il sous chef Federico Dell'Omarino, il pastry chef Nicola Di Lena, il restaurant manager Alberto Tasinato — per costruire da zero il ristorante Seta. Il 10 dicembre 2015, pochi mesi dall'apertura, arriva la prima Stella Michelin. Nel 2016, la seconda, insieme al titolo di Cuoco dell'Anno a Identità Milano e al riconoscimento per la migliore carta dei vini. Nel 2025, Seta ha festeggiato i suoi primi dieci anni ai vertici della ristorazione italiana.Oltre alla cucina, Antonio porta avanti un impegno che parla più di lui di qualunque premio. Il Fondo Filantropico Fiori Rari, nato dal suo desiderio insieme alla moglie Luciana Lombardi dopo la diagnosi della figlia Viola, sostiene la ricerca sulle mutazioni genetiche rare che causano ritardo neurocognitivo. Una volta al mese, Antonio apre la propria casa per pranzi conviviali in cui il ricavato va al fondo: oltre 300 persone coinvolte e 25 eventi dal 2019.Antonio Guida cucina come vive: con misura, con squadra, con destinazione precisa. Una rara, e necessaria, lezione di sobrietà.