Hotel e intelligenza artificiale: il mercato italiano è pronto?
Metà delle strutture ricettive utilizza strumenti come gli RMS, mentre una parte lavora ancora con PMS non cloud. Con Luca Rodella di Smartness ci chiediamo quanto l’hotellerie italiana sia pronta per l’AI.
Secondo Luca Rodella, CEO e co-founder di Smartness, circa metà delle strutture ricettive utilizza oggi strumenti come gli RMS. Ma una parte del mercato lavora ancora con sistemi non cloud: quanto è pronta l’hotellerie italiana per l’intelligenza artificiale?
In questo articolo
- Prima dell’AI c’è ancora la digitalizzazione di base
- Italia vs Europa: siamo indietro rispetto agli altri paesi?
- L’AI rischia di accelerare anche il divario?
- Ascolta l’episodio
Prima dell’AI c’è ancora la digitalizzazione di base
L'integrazione dell'intelligenza artificiale è diventata uno dei temi più discussi nel mondo degli hotel. Ma prima di chiedersi cosa potrà fare negli alberghi, vale la pena capire quanto il settore abbia già completato la propria trasformazione digitale.
Secondo Luca Rodella, CEO e co-founder di Smartness, nel 2021 circa il 70–80% delle strutture ricettive non utilizzava strumenti dedicati. Oggi la situazione è cambiata: circa metà del mercato dispone di soluzioni come gli RMS, mentre l’altra metà ne è ancora priva.
C’è poi un ulteriore passaggio: secondo Rodella, circa il 20–30% delle strutture utilizza ancora PMS non cloud. Una condizione che rende più difficili integrazioni, assistenza e aggiornamento dei software.
Prima dell’AI, quindi, per una parte del settore il tema resta ancora l’infrastruttura tecnologica di base.
Italia vs Europa: siamo indietro rispetto agli altri paesi?
La risposta di Rodella sorprende anche su un altro punto: l’Italia non sarebbe necessariamente il fanalino di coda europeo.
Smartness opera soprattutto tra Italia, Germania, Austria e Svizzera, oltre ad avere clienti in più di 40 Paesi. Secondo quanto osservato dall’azienda, il livello di adozione tecnologica italiano non è molto diverso da quello di mercati come Francia e Germania e, in alcuni casi, potrebbe essere persino leggermente più avanzato.
Diverso il confronto con Regno Unito e, in parte, Spagna, dove secondo Rodella la maggiore diffusione internazionale della lingua facilita l’ingresso di software provenienti dall’estero e può contribuire ad accelerare l’evoluzione del mercato.
L’AI rischia di accelerare anche il divario?
Smartness ha raccolto quest’anno 47 milioni di euro tra equity e debito, destinati allo sviluppo dei prodotti esistenti, alla creazione di nuove soluzioni e anche ad acquisizioni. Rodella racconta che l’azienda ne ha già concluse alcune e sta lavorando ad altre operazioni.
Il dato finanziario racconta anche quanto spazio venga ancora visto nel mercato: Italia, Germania, Austria e Svizzera, secondo Rodella, hanno ancora ampi margini di crescita tecnologica e devono tenere il passo con l’evoluzione dell’AI.
Ed è qui che si apre forse la questione più interessante. Se una parte degli hotel è già cloud, integrata e pronta ad adottare nuovi strumenti mentre un’altra deve ancora completare la digitalizzazione di base, l’AI ridurrà questa distanza o finirà per renderla ancora più evidente?
La vera domanda, allora, potrebbe non essere quanto velocemente arriverà l’intelligenza artificiale negli hotel. Ma se arriverà allo stesso modo per tutti.
Ascolta l’episodio
Luca Rodella, CEO e co-founder di Smartness, è protagonista di un nuovo episodio di The Blue Corner dedicato a digitalizzazione, revenue management e futuro dell’intelligenza artificiale nell’hotellerie.
Episodio disponibile solo su The Blue Corner Media dal 19 novembre.
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